©2019 by www.marcodesanti.com.

Marco De Santi

Mai più


Opening 04/10 h.21:00
Premio Biennale del Mosaico 2019
Curated by Alessandra Carini and Benedetta Pezzi
MAG-Magazzeno Art Gallery, Ravenna

4 ottobre / 24 novembre

Da anni De Santi lavora con materiali di scarto, sia industriali che di uso quotidiano: questi “rifiuti speciali” vanno dal cemento, al vetro, alla plastica, fino ad arrivare anche a lenti a contatto usate o vecchia bigiotteria cinese. Questi materiali così poveri e bistrattati vengono ricostruiti, rimodellati in nuove forme fragili e precarie come le nostre esistenze. Le sculture di De Santi sono vere e proprie piccole architetture basilari, che rappresentano la condizione di un mondo che vive sulle proprie ceneri, in un “gioco di incastri ed equilibri”, come egli stesso spiega. Anche i nomi dati alle sue serie rievocano l’uso che questi nuovi manufatti artistici ricoprono: Reietti, Inutilità apparente, Esseri incerti. Proprio quest’ultimi cercano timidamente una risposta, una soluzione. Nelle loro sottili forme così deboli e solo appena abbozzate, il materiale ci regala una piccola speranza: la bioplastica, un’alternativa sostenibile ad uno dei grandi problemi odierni.

 

Ma De Santi non è solo questo, non è ascrivibile agli artisti che hanno fatto del riuso il loro mantra. La ricerca di De Santi si basa principalmente sul rapporto tra uomo, natura e tecnologia, su quanto l’evoluzione economica, industriale e tecnologica abbia invece contribuito a un’involuzione antropologica. Calvino scriveva: “l’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

Alessandra Carini